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Caffè e Sogni: Nei fondi, i nostri desideri!

Trovare al giorno d’oggi qualcuno che non vede nella piccola tazzina di ceramica quel misto di energia e comprensione che ci aiuta nelle giornate più intense è quasi impossibile.

So che sapete di cosa stiamo parlando…

Abbiamo condiviso con voi infiniti motivi che consacrano la potenza di quei 40 ml di miscela nera e ancora non ci sembra di aver detto tutto.

Il mondo del caffè è un panorama per certi versi inesplorato e sebbene sappiamo dove rintracciare le sue origini e la diffusione nel mondo industrializzato, oggi vogliamo scoprire la sua simbologia nell’universo onirico.

Avete capito bene: il caffè ha un ruolo non indifferente nei vostri sogni!

Scopriamo insieme cosa accade quando lo sogniamo.

Prima di affrontare questo però è opportuno farvi sapere che esiste una pratica particolare chiamata Cafeomanzia che riguarda la lettura dei fondi di caffè per l’interpretazione dei sogni.

In cosa consiste dunque questa antica metodologia?

Bisogna sorseggiare il caffè in silenzio e in una condizione di assoluta calma per poter focalizzare il proprio desiderio di sapere.

Dopo averlo bevuto, si versa su un piattino il fondo di caffè che comincerà a presentare dei segni.

Questi, in base allo schema in cui si presenteranno, simboleggeranno qualcosa e si potrà procedere all’interpretazione del sogno.

Ovviamente il caffè si sogna in diversi contesti e ognuno di essi può simboleggiare qualcosa.

Vediamone qualcuno insieme.

Sognare il caffè in chicchi vuol dire che necessitiamo un’importante dose di coraggio per affrontare ad esempio una situazione nel luogo di lavoro.

Sognare il caffè macinato, l’ultimo stadio della lavorazione, indica che siete pronti per passi importanti, potete spiegare le vostre ali; mentre se sognate il caffè in polvere può voler dire che state attraversando un periodo in cui non avete molte energie perché vi siete spinti troppo oltre.

Sognare il caffè che cade o si rovescia può voler dire che avete bisogno di frenare la vostra corsa, forse troppo accelerata, dovete cercare cioè il giusto equilibrio.

Sognare di bere il caffè da soli invece si scontra con il sognare di bere il caffè in compagnia: il primo è sintomo di benessere e fiducia in se stessi; il secondo è un bisogno inconscio di relazioni stimolanti.

Infine, sognare di preparare il caffè per qualcuno interessa la sfera intima cioè la voglia di rapporti sentimentali e di sensualità.

Noi di Cafè Noir, inutile dirvelo, lo sogniamo tutte le notti perché amiamo questa realtà e facciamo in modo che ogni gesto e ogni decisione sia per voi, tutti i giorni, la conferma di una scelta di gusto senza eguali.

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Qualunque sia la domanda, la risposta è nel caffè!

Se siamo stanchi, prendiamo un caffè.

Se vogliamo ancora stare sul pezzo, prendiamo un caffè.

Se non abbiamo particolari cose da fare ma siamo in buona compagnia, prendiamo un caffè.

Il caffè risponde a qualsiasi domanda e riesce a colmare ogni tipo di stato d’animo. Perché?

La parola caffè pare sia tra le più utilizzate durante l’arco della giornata, forse perché rappresenta un’àncora di salvataggio in quei momenti in cui siamo un po’ giù di tono.

Ma non è tutto!

Oltre a risollevare stati d’animo emozionali e giornate piene e indaffarate, ci permette di mantenere alti i livelli di concentrazione a lavoro e lo utilizziamo spesso come pretesto per rivedere una vecchia conoscenza.

Il caffè unisce e ricarica, potenzia e calma (ad alcuni fa proprio questo effetto)!

Per questa ragione appena ne abbiamo la possibilità ci fermiamo e ci concediamo questa piccola pausa dalla nostra routine.

Che sia macchiato, lungo, ristretto, freddo, in tazza di vetro, shackerato o corretto, ogni necessità del nostro corpo, sia in termini fisici che mentali, viene inevitabilmente colmata da una tazzina del diametro di poco più di 5 cm e che ospita circa 30 ml di miscela nera.

Il caffè, origini, viaggi ed evoluzioni a parte, sia nella letteratura che nella storia, è riuscito a restare una presenza fissa nel tempo.

Nel Seicento i corteggiatori usavano portare in dono alle dame dei vassoi colmi di caffè per dimostrare il forte interesse nei loro confronti.

Successivamente la nascita dei primi Caffè come luoghi di aggregazione culturale dell’aristocrazia e la loro continua espansione.

Nel Settecento, il caffè simboleggia la bevanda di “chi ragiona”, in contrapposizione all’alcol, in particolare al vino, che sui ceti più popolari aveva un ascendente privo di controllo.

Dall’Ottocento ai giorni nostri, il caffè ha solo rafforzato la sua identità nella società.

Figuriamoci che anche la smorfia napoletana lo ha consacrato tra i 90 della tombola, assegnandogli il numero 42, mito casalingo e da bar della cultura partenopea.

Pare proprio un piccolo tesoro con un grande potenziale energizzante, ma l’importante è non eccedere con le dosi.

Se siete amanti del gusto e del bello come noi, “accontentatevi” di berne di meno se non altro che siano Cafè Noir!

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Sogno o Son Desto? La risposta è nel Caffè!

Il binomio caffeina-riposo è da sempre terreno di studio e argomento di dibattito da studiosi e opinionisti di tutto il mondo.

È proprio la notte infatti il momento della giornata in cui finalmente possiamo permettere al nostro cervello di ricaricare le energie.

Quello che non sappiamo è che la caffeina viene smaltita dal nostro corpo molto lentamente, può impiegarci infatti anche 24 ore, quindi più è tarda l’ora in cui prendiamo il caffè, più rimarrà in circolo nel nostro corpo.

Ciò può comportare degli squilibri alle nostri fasi di riposo, ma non tutti sono d’accordo.

Se da un lato la scienza conferma la criticità che motiva la mancata soddisfazione dell’individuo a riposare durante la notte per l’eccessivo consumo di caffè, dall’altra parte si interviene spiegando la personale esperienza di ogni singola persona.

Ovvero, non è confermato al 100% che ogni consumatore di caffè non ha un riposo soddisfacente e rigeneratore proprio perché molti fattori quali età, sesso, etnia ed abitudini, concorrono diversamente a far accettare e tollerare la caffeina nel nostro corpo.

Le donne ad esempio lo metabolizzano più velocemente rispetto agli uomini, e questo discorso vale anche per fumatori e non fumatori.

Scendiamo nel dettaglio e vediamo cosa accade nel nostro organismo.

Qual è il meccanismo che si innesca quando il nostro corpo accoglie la calda miscela nera?

Indubbiamente se stiamo attraversando un momento in cui le nostre frequenze viaggiano a bassa intensità, una buona tazzina di caffè può essere il giusto toccasana che ci riporta sui binari grazie alla sua capacità energizzante.

La molecola della caffeina infatti è molto simile a quella dell’adenosina (neurotrasmettitore) che, nel nostro cervello, ha l’importante funzione di comunicare quando i livelli di stress ossidativo sono alti.

Di conseguenza la caffeina si comporta come antagonista rispetto all’adenosina poiché provoca l’effetto contrario, stimola cioè l’attività del sistema nervoso centrale.

Tuttavia, come abbiamo già detto in precedenza, consumare caffè è sia un piacere che un fattore sociale, quindi più siamo abituati a berlo, meno probabilità abbiamo di non riposare.

Vogliamo per caso negare gli innumerevoli effetti positivi che ci offre ad ogni sorso?

Assolutamente no!

Il caffè stimola il buon umore, la concentrazione e anche la capacità mnemonica, e più di tutto, fa da collant nelle relazioni perché si veste spesso da pretesto per scandire un tempo già troppo impegnato.

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È la dose che fa… Il caffè salutare!

Torniamo a parlare di salute.

Gli articoli che associano il caffè allo stato di benessere delle persone sono numerosi, ma ognuno di essi si basa su parametri, o meglio dosi, molto specifiche.

Facciamo un po’ di chiarezza a riguardo.

Le dosi di caffè consigliate non dovrebbero superare le 5 tazzine giornaliere, anche se qualcuno addirittura propone di restare entro le due, cioè una a colazione e una dopo pranzo.

Tuttavia, il nostro corpo e i disturbi che ne possono derivare risultano essere un campo di studio molto interessante da parte dei ricercatori e delle università di tutto il mondo per testare i benefici della bevanda nera.

Vediamo insieme di esaminare gli apparati che più risentono degli “effetti salute” del caffè.

Per il cuore, e in generale tutto il sistema cardiovascolare, ad esempio, si ritiene che assumere 2 tazzine al giorno, massimo 4, potrebbe prevenire l’insorgenza di aritmie e allo stesso tempo rendere le arterie più elastiche.

La stessa quantità di caffè potrebbe anche dimezzare il rischio di gotta, una malattia reumatica data da un’eccessiva presenza di acido urico nelle articolazioni.

E all’apparato digerente cosa accade?

Spesso il caffè si sorbisce l’accusa di essere connesso alla gastrite ma in realtà è solo una conseguenza e non una causa scatenante accertata scientificamente.

Contrariamente, il caffè può agire positivamente su alcuni organi connessi all’apparato digerente come il fegato, di cui si attesta una diminuzione del rischio di contrarre il cancro e la possibilità di soffrire di cirrosi epatica.

Queste ormai famose 2/4 tazzine dunque sono formidabili alleati anche nella riduzione, di circa il 25%, di sviluppare il diabete di tipo II.

Ma non dimentichiamo le donne, grandi sostenitrici del caffè consolatorio con le amiche.

Per loro, un consumo medio di 3/4 tazzine al giorno di caffè può favorire la prevenzione di ictus cerebrali ed inoltre la salvaguardia dell’utero da eventuali tumori.

Ciò che Noi di Cafè Noir ricordiamo sempre ai nostri lettori e sostenitori è che una buona abitudine non può e non deve trasformarsi in qualcosa di dannoso per la nostra salute.

Gustate quindi con coscienza tutti i caffè che volete, da soli e in compagnia, se poi sono di Noir meglio ancora, ma non esagerate!

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Scopriamo tutti i luoghi, comuni e non, del nostro amato caffè!

Vi capita mai di pensare a quale potrebbe essere la perfetta contestualizzazione del caffè?

Ci spieghiamo meglio.

Nel tempo, il caffè, ha preso piede in diversi “posti” e situazioni della nostra società.

Se nel passato questa spezia era tenuta solo a viaggiare attraverso continenti per diventare oro nero e soddisfare milioni di uomini, oggi le cose si sono evolute.

Tralasciando le immense piantagioni da cui proviene, il caffè, una volta acquistato, lo portiamo a casa e l’unica azione che compiamo è quella relativa alla sua preparazione e alla degustazione.

Ma non è tutto. Vediamo qualche luogo comune a cui è legato il caffè.

Indubbiamente tutti amiamo “il caffè a letto”: quel buongiorno inaspettato e sperato che ci fa scendere dal letto col piede giusto ogni mattina e che sorseggiamo ad occhi chiusi nella penombra della nostra stanza da letto.

È anche vero che non sappiamo rinunciare al “caffè del bar”: con i colleghi in pausa dall’ufficio, preso in ritardo con la macchina in seconda fila, o assaporato lentamente prima di pranzo la domenica mattina.

Potrei ancora citare “il caffè prima della sigaretta” che, anche se non è un’abitudine salutare, è pur sempre una delle coppie più collaudate di sempre.

E poi “il caffè dello studente” che, poverino, senza di lui non riuscirebbe ad affrontare gli intensi pomeriggi di studio.

Ma c’è dell’altro.

In cucina, il caffè non si limita solo ad essere il protagonista del Tiramisù e del gelato.

Oggi, sia i chicchi che la polvere di caffè, sono elementi fondamentali di una cucina sperimentale ed internazionale, una cucina dai sapori decisi e inimitabili.

Avete mai sentito parlare della “pasta al caffè”?

È solo uno dei tanti esempi concreti in cui viene sperimentato il caffè.

Nello specifico, l’incontro della semola di grano duro con la polvere di caffè rende la pasta colesterolo-free e la arricchisce di acidi organici, composti bioattivi e antiossidanti, utili come prevenzione di diverse patologie.

Tuttavia il caffè può essere anche impiegato come marinatura per la carne (maiale) e il pesce (tonno e salmone), come salsa d’accompagnamento a importanti portate e in abbinamento ai legumi (specialmente i fagioli).

Noi di Cafè Noir siamo soliti gustarlo in tazzina, nero e fumante, ma se ci propongono una cena in cui questo è il principe della tavola, ancora meglio, potremmo fare scorta della carica energetica che lo contraddistingue.

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Tè e Caffè sono fratelli? Scopriamolo insieme!

Il web, e in particolar modo i social network, si sa, sono un approdo sicuro di news interessanti da tutto il mondo ma spesso accolgono anche molte fake.

Poi sta al lettore medio che fruisce di queste notizie capire se sono attendibili o solo l’ennesima occasione per scatenare inutili discussioni.

È proprio dal web che arriva la curiosa notizia sulla composizione chimica del thè e del caffè.

A quanto pare queste due bevande, portatrici di energia e relax, sono costituite rispettivamente dalla teina e dalla caffeina che in realtà hanno la stessa formula.

Sembra assurdo.

Il principio di identità cade a pennello anche se i protagonisti della nostra scoperta sono 2 e ben diversi tra loro.

Ma cosa è accaduto realmente?

In realtà l’esito è stato scoperto solo in seguito all’assegnazione dei rispettivi nomi dei principi attivi, quindi non si poteva più tornare indietro e ritrattare la questione.

Ci troviamo quindi con due amatissime bevande, che al palato hanno anche sapori lontani, riconosciute dalla chimica come la stessa cosa.

Quindi ciò che troviamo dentro i chicchi di caffè corrisponde esattamente a ciò che si trova nelle foglie del thè.

Tuttavia, possiamo anche affermare che dopo molti studi, qualche differenza è saltata fuori.

Una in particolare riguarda la presenza, in termini di quantità, di caffeina.

In una tazzina di caffè sono presenti circa 80 mg di caffeina, mentre in una tazza di thè, circa 30/40 mg.

Anche la denominazione può essere modificata.

In realtà i termini caffeina e teina indicano la stessa cosa, lo stesso principio, la stessa sostanza che appartiene alla famiglia degli alcaloidi naturali (presente anche nella pianta del cacao e nel guaranà).

Ecco svelata una curiosa verità sul mondo della caffeina, strano vero?

Non è tutto!

Se da un lato la caffeina contenuta in una tazzina di caffè risulta un ottimo stimolante per il sistema nervoso perché mantiene la lucidità, e aiuta anche la digestione e la diuresi; il thè contiene magnesio, calcio, zinco e una buona quantità di polifenoli, importanti antiossidanti.

La dose massima di caffeina che potete assumere si aggira intorno ai 300 mg che corrispondono a circa 3 tazzine di caffè e 6 di thè.

Noi di Cafè Noir siamo inevitabilmente di parte e possiamo garantirvi un prodotto di eccellente qualità e dal gusto intenso e corposo.

Non possiamo promettervi nient’altro, se non la certezza che, dopo averlo provato, non lo lascerete più.

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Il caffè è davvero la dipendenza a cui non sappiamo rinunciare?

Abbiamo già precedentemente affrontato l’argomento relativo alle dosi di caffeina massime che possiamo assumere durante il giorno.

Le nostre mani cingono amorevolmente un quantitativo di tazzine vario, dalla prima colazione al dopo cena, proprio perché è un’abitudine breve ma intensa e che ci regala momenti di relax e di condivisione a cui non rinunciamo facilmente.

Sulle dosi, abbiamo appreso che alcuni studi di settore consigliano di restare entro il range delle due tazzine al giorno, altri invece affermano che possiamo anche arrivare a 5.

Gli amanti passionali dell’oro nero chiaramente prenderanno in considerazione l’ipotesi di consumarne almeno 5, per non dire di più, e con l’ulteriore convinzione che non nuoce gravemente alla nostra salute.

Infatti il caffè agisce sul nostro organismo e in particolare: sulle ghiandole surrenali generando più adrenalina; sulla pressione sanguigna, sulla produzione di serotonina e inoltre accelera anche il metabolismo.

Tuttavia esagerare non è consigliato, sia per la salute che per il meccanismo psicologico di benessere che si innesca quando si assume caffeina.

La Duke University ha condotto una ricerca nella quale è stato scoperto che l’interruzione improvvisa e forzata di caffeina può essere traumatica.

Sappiamo infatti che il caffè riesce ad attenuare il senso di fame e riesce a dare quella sferzata di energia che manca quando siamo eccessivamente stanchi o sotto pressione.

Rinunciando alla bevanda nera potremmo avvertire più appetito e allo stesso tempo più stanchezza, che inevitabilmente sfocerebbero in malumore, ma dall’altro lato forse avremmo un riposo notturno migliore e meno nervosismo.

Tutto è relativo e non esiste nessuna regola ufficiale che conferma quanto detto, cioè quello che può far male a qualcuno, può far star bene qualcun altro.

Noi di Cafè Noir siamo molto d’accordo: vediamo sempre la tazzina, ops, il bicchiere mezzo pieno e se la miscela è buona, siamo ancora più contenti.

Pensiamo che basta rispettare le dosi consigliate per non dover rinunciare a quello che da sempre è un piacere per il palato e per il fisico, oltre che per le relazioni.

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Chi dice Donna, dice… Caffè!

Soffermiamoci per un momento sulla parola “forza”. Cosa possiamo dire?

Sicuramente per la grammatica italiana si tratta di un sostantivo femminile singolare.

Avete letto bene, il genere della parola è femminile, non maschile.

Un motivo di riflessione per tutti noi che minimizziamo spesso il valore di queste grandi creature che sostengono da sempre le proprie famiglie e hanno cercato di ritagliarsi uno spazio nel mondo lavorativo.

Le Donne infatti sono portatrici di virtù e per le loro giornate intense hanno bisogno di qualcosa che possa aiutarle a sostenersi.

Quale miglior alleato se non il caffè? 

Fin dal Seicento, periodo della diffusione della bevanda nera in Europa, le donne ne furono subito attratte, divenendo anche motivo di ispirazione nel panorama artistico.

Molti furono gli artisti che gli dedicarono delle opere come la Kaffecantate di Bach, che mette in musica la simpatica vicenda di una ragazza talmente amante del caffè da firmare un contrato matrimoniale che lo impedisse di consumarne grandi quantità.

Tra gli illustri pittori anche Renoir, Manet, Botero, Van Gogh e Munch hanno voluto dedicare un piccolo spazio della propria tela per la bevanda nera.

Oltre quindi ad essere stato ispirazione per alcuni artisti del panorama occidentale, il caffè oggi rappresenta la conditio sine qua non per “sopravvivere” agli impegni o per consolidare i rapporti.

È infatti risaputo che le donne approfittano volentieri di quella che viene comunemente intesa come la “scusa del caffè” per lasciarsi andare a qualche confidenza con le amiche o per ritagliarsi dei momenti di relax.

Per queste ragioni, la donna, sembra incarnare tutte le caratteristiche che di solito vengono attribuite anche al caffè: forte, deciso, dolce e doppio.

Forte perché, come abbiamo affermato prima, la donna è il pilastro portante di ogni famiglia e riesce a contrastare le insidie della vita con determinazione.

Deciso come senso di risolutezza e di caparbietà femminile (meglio intesa come testardaggine).

Dolce perché, nonostante tutto, sono lo scrigno emozionale più bello che ci sia.

Doppio perché dimostra le energie di una squadra femminile, pur essendo una sola.

La realtà è che ogni donna ha sfaccettature diverse, pregi e difetti, battaglie perse e vittorie acclamate ma davanti ad un caffè tutto questo acquista connotazioni speciali, intime e divertenti.

Noi di Cafè Noir amiamo le donne che sorseggiano il nostro caffè e si lasciano andare a sogni e progetti, e se qualche volta mancano, non ci fermiamo: andiamo a preparare una tazza di caffè e le invitiamo a sorridere.

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Relazioni, Lavoro e Personalità: L’importanza del Coffe-Break!

Dal nostro amato caffè abbiamo imparato tante cose, come che l’assunzione, nelle giuste dosi, può essere un buon alleato della salute, soprattutto come prevenzione a determinate malattie.

Abbiamo anche appurato che sono stati condotti tanti studi per attestarne le proprietà benefiche sull’organismo e sul sistema nervoso.

A proposito di questo, come non evidenziare la sua importanza nelle relazioni interpersonali?

Il caffè è la punta di diamante di ogni pausa, lavorativa e non, e agisce come antistress o come caricatore di energie.

Non solo funge da collant per instaurare nuovi rapporti sociali, per consolidarli o per mantenere un’abitudine, ma può anche dare un’ulteriore sferzata d’energia ad una giornata già impegnativa, rappresentando quindi un valore organizzativo ed economico in termini di produttività.

A testarlo è stato uno studio dell’Università di Copenaghen sulla gestione dello stress nei luoghi di lavoro, che senza grandi sorprese, ne ha confermato le qualità.

Eppure non tutti sono avvezzi al consumo di caffè, dato che quest’ultimo, per il sapore non eccessivamente dolce, è spesso sostituito dalla bevanda ambrata per eccellenza: il thè.

Possiamo affermare che chi sceglie il nero succo dei chicchi tostati è una persona che preferisce l’alternativa grintosa per il mood delle sue giornate a quella rilassante e morbida, tipica del post lavoro.

Nello specifico, scandire le ore lavorative con pause caffè aiuterebbe la concentrazione, mantenendola a livelli sempre standard, e stimolerebbe la tolleranza, la produttività e la “memoria dichiarativa”, cioè il ricordo.

Ma non è finita qui!

La caffeina è l’antagonista per eccellenza dell’adenosina, una sostanza chimica naturale che ha il compito di intercettare il sonno a livello nervoso.

Ciò vuol dire che stimola lo stato di veglia (a fronte di una giornata lavorativa e non di una settimana di focus full time) e può apportare benefici anche per le emicranie, allentando la pressione a livello cerebrale.

Noi di Cafè Noir siamo ben lieti di condividere con Voi tutte le sfaccettature della miscela nera.

Bevetelo con gusto e in compagnia, ma non esagerate!

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La Bellezza a Portata di Tazzina!

Fino a qualche anno fa era impensabile associare il principio della bellezza all’oro nero fonte di energia.

La caffeina è sempre stata la regina delle nostre pause, il pretesto per incontrarsi, la ragione di salvezza negli intensi pomeriggi di studio, ma a quanto pare non è abbastanza.

Oggi ne abbiamo la conferma.

L’Università Navarra di Pamplona e la Technische Universität di Berlino hanno avviato una ricerca che ha prodotto risultati molto interessanti, pubblicati poi sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.

La scoperta riguarda il potenziale antiossidante e drenante rintracciabile sia nei semi che nei fondi di caffè.

Questi prodotti vengono chiamati neurocosmetici perché agiscono sulle terminazioni nervose della pelle, stimolano cioè il rilascio di ormoni e neurotrasmettitori (dopamina e serotonina) che agiscono sulla luminosità e sulla tonicità del viso.

Attivano anche la lipasi, cioè il processo di scioglimento del grasso nelle cellule, tonificano i vasi sanguigni e stimolano il microcircolo e il drenaggio dei liquidi accumulati.

Quali sono dunque gli impieghi del caffè nel settore della cosmesi?

Non è difficile al giorno d’oggi trovare prodotti eccellenti sia per il corpo che per il viso.

Per il corpo, i derivati del caffè possono essere impiegati come: scrub o fanghi da utilizzati nelle zone critiche per ridurre la cellulite (con impacchi localizzati prima della doccia); defaticante per gambe e piedi, soprattutto dopo intense giornate; lozione capelli con azione tonificante sui bulbi, stimolandone la crescita e combattendo anche la formazione della forfora.

Mentre per il viso, si trovano in commercio creme contro borse e occhiaie, maschere purificanti e rassodanti o filtri solari per proteggere il contorno occhi dai raggi UV.

Inoltre ha un’interessante funzione deodorante sulle mani, soprattutto dopo il contatto con alimenti o prodotti dalla profumazione estremamente persistente.

Il mondo del caffè cela un potenziale che non conosciamo, fatto di diversi impieghi, anche in farmacologia e in cosmesi.

Eppure lo spazio più bello e rassicurante in cui vogliamo vederlo è circoscritto alla nostra mano.

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