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Tè e Caffè sono fratelli? Scopriamolo insieme!

Il web, e in particolar modo i social network, si sa, sono un approdo sicuro di news interessanti da tutto il mondo ma spesso accolgono anche molte fake.

Poi sta al lettore medio che fruisce di queste notizie capire se sono attendibili o solo l’ennesima occasione per scatenare inutili discussioni.

È proprio dal web che arriva la curiosa notizia sulla composizione chimica del thè e del caffè.

A quanto pare queste due bevande, portatrici di energia e relax, sono costituite rispettivamente dalla teina e dalla caffeina che in realtà hanno la stessa formula.

Sembra assurdo.

Il principio di identità cade a pennello anche se i protagonisti della nostra scoperta sono 2 e ben diversi tra loro.

Ma cosa è accaduto realmente?

In realtà l’esito è stato scoperto solo in seguito all’assegnazione dei rispettivi nomi dei principi attivi, quindi non si poteva più tornare indietro e ritrattare la questione.

Ci troviamo quindi con due amatissime bevande, che al palato hanno anche sapori lontani, riconosciute dalla chimica come la stessa cosa.

Quindi ciò che troviamo dentro i chicchi di caffè corrisponde esattamente a ciò che si trova nelle foglie del thè.

Tuttavia, possiamo anche affermare che dopo molti studi, qualche differenza è saltata fuori.

Una in particolare riguarda la presenza, in termini di quantità, di caffeina.

In una tazzina di caffè sono presenti circa 80 mg di caffeina, mentre in una tazza di thè, circa 30/40 mg.

Anche la denominazione può essere modificata.

In realtà i termini caffeina e teina indicano la stessa cosa, lo stesso principio, la stessa sostanza che appartiene alla famiglia degli alcaloidi naturali (presente anche nella pianta del cacao e nel guaranà).

Ecco svelata una curiosa verità sul mondo della caffeina, strano vero?

Non è tutto!

Se da un lato la caffeina contenuta in una tazzina di caffè risulta un ottimo stimolante per il sistema nervoso perché mantiene la lucidità, e aiuta anche la digestione e la diuresi; il thè contiene magnesio, calcio, zinco e una buona quantità di polifenoli, importanti antiossidanti.

La dose massima di caffeina che potete assumere si aggira intorno ai 300 mg che corrispondono a circa 3 tazzine di caffè e 6 di thè.

Noi di Cafè Noir siamo inevitabilmente di parte e possiamo garantirvi un prodotto di eccellente qualità e dal gusto intenso e corposo.

Non possiamo promettervi nient’altro, se non la certezza che, dopo averlo provato, non lo lascerete più.

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Il caffè è davvero la dipendenza a cui non sappiamo rinunciare?

Abbiamo già precedentemente affrontato l’argomento relativo alle dosi di caffeina massime che possiamo assumere durante il giorno.

Le nostre mani cingono amorevolmente un quantitativo di tazzine vario, dalla prima colazione al dopo cena, proprio perché è un’abitudine breve ma intensa e che ci regala momenti di relax e di condivisione a cui non rinunciamo facilmente.

Sulle dosi, abbiamo appreso che alcuni studi di settore consigliano di restare entro il range delle due tazzine al giorno, altri invece affermano che possiamo anche arrivare a 5.

Gli amanti passionali dell’oro nero chiaramente prenderanno in considerazione l’ipotesi di consumarne almeno 5, per non dire di più, e con l’ulteriore convinzione che non nuoce gravemente alla nostra salute.

Infatti il caffè agisce sul nostro organismo e in particolare: sulle ghiandole surrenali generando più adrenalina; sulla pressione sanguigna, sulla produzione di serotonina e inoltre accelera anche il metabolismo.

Tuttavia esagerare non è consigliato, sia per la salute che per il meccanismo psicologico di benessere che si innesca quando si assume caffeina.

La Duke University ha condotto una ricerca nella quale è stato scoperto che l’interruzione improvvisa e forzata di caffeina può essere traumatica.

Sappiamo infatti che il caffè riesce ad attenuare il senso di fame e riesce a dare quella sferzata di energia che manca quando siamo eccessivamente stanchi o sotto pressione.

Rinunciando alla bevanda nera potremmo avvertire più appetito e allo stesso tempo più stanchezza, che inevitabilmente sfocerebbero in malumore, ma dall’altro lato forse avremmo un riposo notturno migliore e meno nervosismo.

Tutto è relativo e non esiste nessuna regola ufficiale che conferma quanto detto, cioè quello che può far male a qualcuno, può far star bene qualcun altro.

Noi di Cafè Noir siamo molto d’accordo: vediamo sempre la tazzina, ops, il bicchiere mezzo pieno e se la miscela è buona, siamo ancora più contenti.

Pensiamo che basta rispettare le dosi consigliate per non dover rinunciare a quello che da sempre è un piacere per il palato e per il fisico, oltre che per le relazioni.

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Chi dice Donna, dice… Caffè!

Soffermiamoci per un momento sulla parola “forza”. Cosa possiamo dire?

Sicuramente per la grammatica italiana si tratta di un sostantivo femminile singolare.

Avete letto bene, il genere della parola è femminile, non maschile.

Un motivo di riflessione per tutti noi che minimizziamo spesso il valore di queste grandi creature che sostengono da sempre le proprie famiglie e hanno cercato di ritagliarsi uno spazio nel mondo lavorativo.

Le Donne infatti sono portatrici di virtù e per le loro giornate intense hanno bisogno di qualcosa che possa aiutarle a sostenersi.

Quale miglior alleato se non il caffè? 

Fin dal Seicento, periodo della diffusione della bevanda nera in Europa, le donne ne furono subito attratte, divenendo anche motivo di ispirazione nel panorama artistico.

Molti furono gli artisti che gli dedicarono delle opere come la Kaffecantate di Bach, che mette in musica la simpatica vicenda di una ragazza talmente amante del caffè da firmare un contrato matrimoniale che lo impedisse di consumarne grandi quantità.

Tra gli illustri pittori anche Renoir, Manet, Botero, Van Gogh e Munch hanno voluto dedicare un piccolo spazio della propria tela per la bevanda nera.

Oltre quindi ad essere stato ispirazione per alcuni artisti del panorama occidentale, il caffè oggi rappresenta la conditio sine qua non per “sopravvivere” agli impegni o per consolidare i rapporti.

È infatti risaputo che le donne approfittano volentieri di quella che viene comunemente intesa come la “scusa del caffè” per lasciarsi andare a qualche confidenza con le amiche o per ritagliarsi dei momenti di relax.

Per queste ragioni, la donna, sembra incarnare tutte le caratteristiche che di solito vengono attribuite anche al caffè: forte, deciso, dolce e doppio.

Forte perché, come abbiamo affermato prima, la donna è il pilastro portante di ogni famiglia e riesce a contrastare le insidie della vita con determinazione.

Deciso come senso di risolutezza e di caparbietà femminile (meglio intesa come testardaggine).

Dolce perché, nonostante tutto, sono lo scrigno emozionale più bello che ci sia.

Doppio perché dimostra le energie di una squadra femminile, pur essendo una sola.

La realtà è che ogni donna ha sfaccettature diverse, pregi e difetti, battaglie perse e vittorie acclamate ma davanti ad un caffè tutto questo acquista connotazioni speciali, intime e divertenti.

Noi di Cafè Noir amiamo le donne che sorseggiano il nostro caffè e si lasciano andare a sogni e progetti, e se qualche volta mancano, non ci fermiamo: andiamo a preparare una tazza di caffè e le invitiamo a sorridere.

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Relazioni, Lavoro e Personalità: L’importanza del Coffe-Break!

Dal nostro amato caffè abbiamo imparato tante cose, come che l’assunzione, nelle giuste dosi, può essere un buon alleato della salute, soprattutto come prevenzione a determinate malattie.

Abbiamo anche appurato che sono stati condotti tanti studi per attestarne le proprietà benefiche sull’organismo e sul sistema nervoso.

A proposito di questo, come non evidenziare la sua importanza nelle relazioni interpersonali?

Il caffè è la punta di diamante di ogni pausa, lavorativa e non, e agisce come antistress o come caricatore di energie.

Non solo funge da collant per instaurare nuovi rapporti sociali, per consolidarli o per mantenere un’abitudine, ma può anche dare un’ulteriore sferzata d’energia ad una giornata già impegnativa, rappresentando quindi un valore organizzativo ed economico in termini di produttività.

A testarlo è stato uno studio dell’Università di Copenaghen sulla gestione dello stress nei luoghi di lavoro, che senza grandi sorprese, ne ha confermato le qualità.

Eppure non tutti sono avvezzi al consumo di caffè, dato che quest’ultimo, per il sapore non eccessivamente dolce, è spesso sostituito dalla bevanda ambrata per eccellenza: il thè.

Possiamo affermare che chi sceglie il nero succo dei chicchi tostati è una persona che preferisce l’alternativa grintosa per il mood delle sue giornate a quella rilassante e morbida, tipica del post lavoro.

Nello specifico, scandire le ore lavorative con pause caffè aiuterebbe la concentrazione, mantenendola a livelli sempre standard, e stimolerebbe la tolleranza, la produttività e la “memoria dichiarativa”, cioè il ricordo.

Ma non è finita qui!

La caffeina è l’antagonista per eccellenza dell’adenosina, una sostanza chimica naturale che ha il compito di intercettare il sonno a livello nervoso.

Ciò vuol dire che stimola lo stato di veglia (a fronte di una giornata lavorativa e non di una settimana di focus full time) e può apportare benefici anche per le emicranie, allentando la pressione a livello cerebrale.

Noi di Cafè Noir siamo ben lieti di condividere con Voi tutte le sfaccettature della miscela nera.

Bevetelo con gusto e in compagnia, ma non esagerate!

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La Bellezza a Portata di Tazzina!

Fino a qualche anno fa era impensabile associare il principio della bellezza all’oro nero fonte di energia.

La caffeina è sempre stata la regina delle nostre pause, il pretesto per incontrarsi, la ragione di salvezza negli intensi pomeriggi di studio, ma a quanto pare non è abbastanza.

Oggi ne abbiamo la conferma.

L’Università Navarra di Pamplona e la Technische Universität di Berlino hanno avviato una ricerca che ha prodotto risultati molto interessanti, pubblicati poi sul Journal of Agricultural and Food Chemistry.

La scoperta riguarda il potenziale antiossidante e drenante rintracciabile sia nei semi che nei fondi di caffè.

Questi prodotti vengono chiamati neurocosmetici perché agiscono sulle terminazioni nervose della pelle, stimolano cioè il rilascio di ormoni e neurotrasmettitori (dopamina e serotonina) che agiscono sulla luminosità e sulla tonicità del viso.

Attivano anche la lipasi, cioè il processo di scioglimento del grasso nelle cellule, tonificano i vasi sanguigni e stimolano il microcircolo e il drenaggio dei liquidi accumulati.

Quali sono dunque gli impieghi del caffè nel settore della cosmesi?

Non è difficile al giorno d’oggi trovare prodotti eccellenti sia per il corpo che per il viso.

Per il corpo, i derivati del caffè possono essere impiegati come: scrub o fanghi da utilizzati nelle zone critiche per ridurre la cellulite (con impacchi localizzati prima della doccia); defaticante per gambe e piedi, soprattutto dopo intense giornate; lozione capelli con azione tonificante sui bulbi, stimolandone la crescita e combattendo anche la formazione della forfora.

Mentre per il viso, si trovano in commercio creme contro borse e occhiaie, maschere purificanti e rassodanti o filtri solari per proteggere il contorno occhi dai raggi UV.

Inoltre ha un’interessante funzione deodorante sulle mani, soprattutto dopo il contatto con alimenti o prodotti dalla profumazione estremamente persistente.

Il mondo del caffè cela un potenziale che non conosciamo, fatto di diversi impieghi, anche in farmacologia e in cosmesi.

Eppure lo spazio più bello e rassicurante in cui vogliamo vederlo è circoscritto alla nostra mano.

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La Storia del Caffè!

Per tutti noi amanti del caffè è sicuramente curioso andare a scoprire la storia di questa bevanda.

Abbiamo fatto alcune ricerche e siamo andati a scovare alcune curiosità davvero interessanti.

Si ipotizza che le origini del caffè siano molto lontane, infatti gli archeologi hanno trovato degli scritti risalenti al 900DC su cui erano riportate le descrizioni riguardo l’uso del caffè come medicina.

Inoltre, vi è una leggenda molto interessante che attribuisce la scoperta del caffè ad un pastore etiope, il quale scoprì che il suo gregge era molto attivo dopo aver mangiato delle bacche rosse ossia le bacche di caffè.

Così decise anch’egli di assaggiarle e scopri l’effetto energetico che quest’ultime erano in grado di offrire.

Con il tempo l’usanza di utilizzare le bacche di caffè come cibo energetico si diffuse sempre di più tra la gente del luogo la quale imparò a crearne una vera e propria bevanda.

Il caffè divenne conosciuto in Europa solo a partire dal 17°secolo facendo la sua apparizione grazie ai commercianti veneziani i quali seguivano le rotte marittime che univano l’Oriente con Venezia e Napoli.

Il caffè oltre essere utilizzato come una bevanda aveva un ruolo importante anche nel campo medico e anche per questo motivo il suo prezzo era piuttosto elevato.

Una volta scoperto il suo potenziale economico nacquero le prime “botteghe del caffè”.

Infatti, il caffè oltre ad essere apprezzato per le sue proprietà medicinali divenne ben prezzo una bevanda “sociale”.

La più antica caffetteria è il “Caffè Florian” la quale si trova tuttora sotto i portici di Piazza San Marco a Venezia dal 1720.

La cultura del caffè si diffuse rapidamente in tutta la penisola e anche in altre città sorsero eleganti caffetterie dette anche “caffè storici” come il caffè greco a Roma nel 1760, il caffè San Carlo a Torino e il caffè Pedrocchi a Padova. ecc.

Col tempo queste caffetterie diventarono luoghi molto frequentati da importanti personaggi letterari, filosofici e politici i quali conferirono così un ulteriore valore e prestigio a queste caffetterie che divennero veri e propri luoghi di socializzazione.

A partire dalla seconda metà del 700 e per tutto il secolo successivo il caffè si diffonde, anche se pur lentamente, anche nelle più importanti città europee.

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Il caffè allunga la vita? Sembrerebbe di si!

Ottime notizie per tutti noi!

Sembrerebbe che Il nostro amato caffè può allungarci la vita.

Non è di certo una nostra invenzione ma un’affermazione che proviene da due importanti studi scientifici pubblicati su Annals of Internal Medicine.

Il primo studio è su larga scala – sono stati infatti oltre 520.000 i soggetti coinvolti, da 10 Paesi europei – sul rapporto tra l’assunzione di caffè e il rischio di mortalità, ed è stato firmato da ben 48 ricercatori.

Il secondo studio invece ha lavorato sull’associazione tra caffè e mortalità su un bacino multietnico di 185.000 afroamericani, nippoamericani, latinoamericani e caucasici. Trovando che i benefici del caffè sono simili per tutte le etnie, e ottenendo risultati numerici del tutto analoghi a quelli europei, tanto che i due studi si possono sintetizzare così:

Chi consuma una tazza di caffè al giorno – rispetto a chi non lo beve – ha un rischio inferiore del 12% di morte.

Ma non finisce qua…

Va ancora meglio a chi consuma tre o più tazze: il rischio di mortalità, rispetto ai non bevitori, è più basso del 18%.

Come si può spiegare questo effetto benefico del caffè?

Il caffè contiene numerosi composti che presentano ottime proprietà antiossidanti

I benefici maggiori riportati dallo studio sono per l’apparato digerente, infatti, chi consuma più di tre tazze di caffè, se maschio, ha una mortalità inferiore del 59% e, se donna, inferiore del 40%.

Oltre un terzo delle cause di morte per malattie del tratto digestivo considerate nello studio riguarda il fegato.

Chi consuma caffè ha un migliore profilo enzimatico del fegato

Inoltre, il consumo di caffè è associato anche a un migliore controllo del glucosio e un più basso tasso di infiammazione nell’organismo.

Speriamo che questo articolo ti sia stato utile.

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Quanti caffè possiamo bere al giorno?

Parliamoci chiaro, pochissime persone riescono a fare a meno del caffè, questa bevanda infatti è protagonista indiscussa delle nostre giornate.

Nella maggior parte dei casi un buon caffè ci accompagna fin dai primi attimi della giornata e diventa poi il nostro compagno perfetto e fedele nelle piccole pause che ci concediamo tra un impegno ed un altro.

Purtroppo, la favola spesso termina quando qualcuno ti guarda e ti dice: “Tu bevi troppi caffè”

E proprio in quel momento che cominciano a venire i dubbi…

Ma quanto è veramente troppo? Quanti caffè possiamo bere nell’arco di una giornata?

Purtroppo, non abbiamo una risposta definita, infatti dare un numero di caffè giusto per tutti, non è possibile.

Ci sono infatti persone che non sopportano per nulla la caffeina e altre che invece la tollerano molto bene. Inoltre, non deve essere tralasciata la relazione tra la caffeina, il peso e il sesso della persona.

Per capirci ancora meglio, un uomo alto ad esempio 1,90 m con un peso di 90 kg circa potrebbe concedersi sicuramente qualche caffè in più di una donna gracilina.

In linea di massima molti studi concordano che una quantità accettata di caffè al giorno è quella che varia dai 3 ai 5.

A questo punto bisogna fare una piccola precisazione…

Il caffè, se preso nelle giuste dosi, fa bene alla nostra salute.

Il consiglio però è quello di non esagerare con lo zucchero, perché spesso i problemi principali non derivano da un consumo eccessivo di caffè, bensì di zucchero.

Il caffè, quindi, preso nelle giuste dosi e poco zuccherato, può aiutare a ridurre lo stress, fa bene al fegato e tira su di morale!

Secondo i ricercatori infatti chi inserisce quotidianamente una moderata quantità di caffè nella propria dieta ha più da guadagnare che da perdere in termini di salute.

Non esitare allora a goderti ogni giorno il tuo amato caffè… ma mi raccomando, non abusarne!

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