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Sogno o Son Desto? La risposta è nel Caffè!

Il binomio caffeina-riposo è da sempre terreno di studio e argomento di dibattito da studiosi e opinionisti di tutto il mondo.

È proprio la notte infatti il momento della giornata in cui finalmente possiamo permettere al nostro cervello di ricaricare le energie.

Quello che non sappiamo è che la caffeina viene smaltita dal nostro corpo molto lentamente, può impiegarci infatti anche 24 ore, quindi più è tarda l’ora in cui prendiamo il caffè, più rimarrà in circolo nel nostro corpo.

Ciò può comportare degli squilibri alle nostri fasi di riposo, ma non tutti sono d’accordo.

Se da un lato la scienza conferma la criticità che motiva la mancata soddisfazione dell’individuo a riposare durante la notte per l’eccessivo consumo di caffè, dall’altra parte si interviene spiegando la personale esperienza di ogni singola persona.

Ovvero, non è confermato al 100% che ogni consumatore di caffè non ha un riposo soddisfacente e rigeneratore proprio perché molti fattori quali età, sesso, etnia ed abitudini, concorrono diversamente a far accettare e tollerare la caffeina nel nostro corpo.

Le donne ad esempio lo metabolizzano più velocemente rispetto agli uomini, e questo discorso vale anche per fumatori e non fumatori.

Scendiamo nel dettaglio e vediamo cosa accade nel nostro organismo.

Qual è il meccanismo che si innesca quando il nostro corpo accoglie la calda miscela nera?

Indubbiamente se stiamo attraversando un momento in cui le nostre frequenze viaggiano a bassa intensità, una buona tazzina di caffè può essere il giusto toccasana che ci riporta sui binari grazie alla sua capacità energizzante.

La molecola della caffeina infatti è molto simile a quella dell’adenosina (neurotrasmettitore) che, nel nostro cervello, ha l’importante funzione di comunicare quando i livelli di stress ossidativo sono alti.

Di conseguenza la caffeina si comporta come antagonista rispetto all’adenosina poiché provoca l’effetto contrario, stimola cioè l’attività del sistema nervoso centrale.

Tuttavia, come abbiamo già detto in precedenza, consumare caffè è sia un piacere che un fattore sociale, quindi più siamo abituati a berlo, meno probabilità abbiamo di non riposare.

Vogliamo per caso negare gli innumerevoli effetti positivi che ci offre ad ogni sorso?

Assolutamente no!

Il caffè stimola il buon umore, la concentrazione e anche la capacità mnemonica, e più di tutto, fa da collant nelle relazioni perché si veste spesso da pretesto per scandire un tempo già troppo impegnato.

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